Prossimo treno in partenza, destinazione “Industria 4.0”

Nel corso degli ultimi due secoli abbiamo assistito ad un processo di innovazione continuo, ed oserei dire esponenziale, che affonda le sue radici nella Prima Rivoluzione Industriale e, passando per diversi cambiamenti tecnologici nei più svariati ambiti durante la Seconda e la Terza Rivoluzione, arriva fino ai nostri giorni con l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (IA).

Di IA ne avrete sentito parlare tutti – non è forse così? Anche noi ne parliamo sul nostro blog qui, qui, e pure qui, dove spieghiamo per filo e per segno cosa sia – ma questa IA, oltre ad essere un termine in voga di questi tempi, rappresenta qualcosa di più? La risposta è: certamente SÌ! Dietro a queste due paroline magiche si nasconde tutto un mondo da scoprire! 

La verità è che l’Intelligenza Artificiale è la protagonista indiscussa della grande Rivoluzione Industriale (la Quarta) che stiamo vivendo e che sta trasformando non solo il nostro approccio al business, ma anche la nostra società, introducendo automazione e digitalizzazione in contesti fino ad oggi di esclusivo dominio umano e facendoci entrare in un mercato del lavoro caratterizzato da nuove professioni e ruoli con nuove responsabilità e competenze decisionali.

Industria 4.0: l’altro ieri*, oggi e domani
*(perché avrà sì e no 10 anni)

L’applicazione di tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale è trasversale a tutti i domini, ma esiste un particolare ambito in cui il suo potenziale è davvero enorme: il settore industriale, che vorrei approfondire proprio in questo articolo. Infatti, nel mondo industriale l’IA, combinata al mondo dell’Internet of Things (IoT), è un vero e proprio (nuovissimo) fattore di produzione che si sta rivelando un abilitatore decisivo per la crescita di molte industrie manifatturiere. 

Da qualche tempo, in un numero crescente di realtà industriali, i macchinari di lavoro sono stati equipaggiati con una miriade di sensori elettronici che consentono di osservare e memorizzare una serie di dati relative ai processi a cui prendono parte, ai risultati di tali processi e infine anche all’ambiente che li circonda. 

As it is, questo trend di monitoraggio non è così recente, e non sorprende che nell’ultimo paio d’anni il numero di installazioni della sensoristica sia aumentato, anche grazie ai costi che diventano sempre più accessibili. Un recente studio della International Data Corporation (IDC), società mondiale specializzata in ricerche di mercato nel settore delle nuove tecnologie, afferma che nel 2023 saranno installati in tutto il mondo oltre 35 miliardi di dispositivi IoT e tale numero sarà destinato a salire a 42 miliardi nel 2025.

Insomma, grandi innovazioni, grandi numeri… c’è un però: se è vero che ad oggi nel mondo industriale tante imprese si sono attivate per installare una moltitudine di sensori, è altrettanto vero che spesso molte di queste aziende si trovano letteralmente sommerse da enormi quantità di dati, senza tuttavia sapere come gestirli, elaborarli e lavorarli, per creare valore utile al proprio business. 

Per fortuna però, secondo un ulteriore studio di IDC si prevede che la spesa globale per l’acquisto di software IoT basati sull’IA, ovvero la somma intelligenza in grado di analizzare proprio quei dati, ammonterà a $ 39,3 miliardi al termine del 2019 e vedrà una rapidissima crescita nei prossimi cinque anni, registrando un CAGR del 14,4%. 

Quindi signore e signori, c’è speranza! Sembra che a livello aziendale, sia nelle big corporate che nelle piccole e medie imprese, si stia facendo strada la consapevolezza che cercare il supporto necessario per dare un senso ai milioni di dati raccolti grazie all’Intelligenza Artificiale, possa effettivamente portare con sé numerosi vantaggi. E surprise, surprise… in U-Hopper facciamo proprio questo! E direi che siamo anche bravini 🙂

Infinite applicazioni 

Non esiste un solo caso d’uso per l’Intelligenza Artificiale nel mondo dell’Industria 4.0. I casi di applicazione possono infatti coinvolgere tutta la catena del valore, dal primo all’ultimo step del ciclo produttivo. 

Esistono, ad esempio, soluzioni che fanno leva sull’Intelligenza Artificiale per misurare e monitorare in maniera costante le prestazioni dei vari processi, per suggerire aggiustamenti ed interventi immediati su macchinari e operazioni, per prevenire i guasti (manutenzione predittiva), per pianificare le risorse in modo più efficiente e infine per diminuire le tipiche asimmetrie informative al fine di migliorare il funzionamento di tutta la catena.

In altre parole, sono tecniche che consentono di avere tutti gli elementi a disposizione per prendere decisioni strategiche più rapide e più consapevoli, ma soprattutto basate su fatti oggettivi, volte all’ottimizzazione generale del lavoro e dei costi ad esso legati.

Tirando le somme

Secondo il Report Assintel 2019, un’azienda su tre dichiara come la mancanza di competenze adeguate e di una cultura digitale appropriata sia il principale ostacolo alla trasformazione digitale. Questo dato ci fa pensare, perché sottolinea come l’innovazione tecnologica e digitale non sia ancora entrata a gamba tesa nella testa, nella pancia e nelle braccia delle aziende di oggi. 

Ecco perché in U-Hopper ci siamo dati proprio l’obiettivo di supportare le imprese in questo delicato ma fondamentale processo di crescita, fornendo le nostre competenze e gli strumenti necessari mancanti per la creazione di un ecosistema fatto di smart industry.

Da novembre 2019 siamo anche iscritti all’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico come società abilitante per aiutare le PMI e le reti d’impresa a realizzare progetti per la trasformazione tecnologica e muovere i primi passi verso l’Industria 4.0. Tutte le aziende interessate possono richiedere il voucher e poi mettersi in contatto con noi e iniziare un progetto con noi!

Noi ci crediamo in futuro più smart, e tu? 

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